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Presse piegatrici: quali sono gli strumenti che non possono mancare?

Presse piegatrici quali sono gli strumenti che non possono mancare

L'arte della pressopiegatura alle volte subisce ingiustamente una scarsa considerazione.

Le aziende, anche inconsciamente, tendono a concentrare gli sforzi economici in altre parti della filiera produttiva.

Ad esempio, capita spesso che gli uffici tecnici sono all'avanguardia e dotati di strumenti di ultima generazione, mentre le presse piegatrici utilizzate sono datate e iper-economiche.

La lamiera è un materiale vivo che presenta una serie di difficoltà oggettive durante il processo di piegatura: sottovalutarla è un autogol per l'azienda che, nel tempo, costa molto caro.

Per fortuna la tecnologia ha fatto passi da gigante e, di conseguenza, alcuni costruttori sono in grado di impiegarla al meglio e di sviluppare strumenti efficienti.

Se oggi la pressa piegatrice è da considerarsi una macchina ormai matura dal punto di vista del funzionamento e della struttura, non possiamo dire lo stesso per quanto riguarda gli strumenti che possono arricchirla e aumentarne le prestazioni.

 

Ma quali sono gli strumenti che non possono mancare in una pressa piegatrice?

 

1) Un sistema ibrido che la renda precisa e green.

Per la maggior parte delle lavorazioni un sistema ibrido di ultima generazione garantisce un indiscutibile risparmio energetico e la possibilità di ottenere posizionamenti, dalla precisione millesimale, della traversa superiore.

Tutti vantaggi che si traducono in un grande risparmio economico per l'azienda.

 

2) Una bombatura attiva.

La pressa piegatrice, come noto, è soggetta alle naturali deformazioni della propria struttura durante la lavorazione.

Quella più evidente è la flessione della traversa superiore.

Poter disporre di un sistema automatico che riesca, grazie a degli speciali sensori posti nelle zone strategiche della pressa, a riportare la giusta distanza tra i punzoni e le matrici su tutta la lunghezza dell'area di lavoro è senz'altro un vantaggio impagabile.

In questo modo si ha la certezza che un pezzo piegato avrà lo stesso angolo desiderato al centro come ai lati.

 

3) Un registro multi-assi.

Avere a disposizione dei riscontri posteriori che si posizionano praticamente ovunque, in maniera precisa e veloce, è una condizione ormai irrinunciabile.

Sempre più spesso, infatti, il mercato impone la realizzazione di pezzi complessi di alta qualità e in piccoli lotti: pieghe coniche, bordi non paralleli alla linea di deformazione, lavorazioni a stazioni e così via. Il registro multi -assi consente di eseguire queste e molte altre lavorazioni complesse in modo più semplice.

 

4) La programmazione off line.

In altre parole: standardizzare.

La piegatura, essendo legata al fattore umano in maniera indissolubile, dipende nella sua efficienza dalla bravura e dall'esperienza del personale addetto, oltre che dalla qualità della macchina utilizzata.

Nei casi in cui ci sia in azienda un turn-over fisiologico, oppure, una crescita dei volumi che va supportata anche da un aumento del personale, si rivela estremamente interessante l'utilizzo del CAM per la piegatura.

Infatti, in questo caso la conoscenza e l'esperienza di un esperto può essere "spalmata" sulle nuove leve in un tempo ridotto e con un grande vantaggio per la produzione.

 

5) Un controllo numerico intuitivo.

In ogni caso, anche in assenza della programmazione off-line, lo strumento principale che consente al piegatore, anche non esperto, di interfacciarsi efficacemente con la propria macchina e in breve tempo è il controllo numerico tramite un'interfaccia chiara, semplice e completa.

Se il tempo di start-up di una nuova macchina si rivela più lungo del previsto, il problema è spesso da imputarsi ad una difficoltà di comprensione e controllo di un sistema poco limpido che può mettere in crisi gli operatori, siano essi esperti o neofiti.

Come scegliere la pressa piegatrice