SU VICLA.EU UNO SPAZIO DEDICATO ALLE CASE HISTORY.

ECCO LA NUOVA SEZIONE VICLA® CON LE OPINIONI E I CONSIGLI DI CHI HA SCELTO LE NOSTRE PRESSE PIEGATRICI.

La soddisfazione dei clienti è primo motivo di orgoglio: ecco la sezione dedicata alle Case History VICLA®. Le macchine che tutti i giorni produciamo sono per noi oggetti preziosi. Così preziosi che tutte le volte che ci lasciano ne sentiamo quasi la mancanza. È nata così una nuova sezione nel sito vicla.eu dedicata alle Case History dei clienti VICLA® che ci hanno appena scelto. Con opinioni utili per valutare il loro grado di soddisfazione al fine di continuare a migliorarci. E, naturalmente, per sentirci un po’ più vicini alle nostre macchine che, come figli, si allontanano da casa per realizzarsi altrove. Vi aspettiamo su vicla.eu

5 errori da non fare con la tua pressa piegatrice

Posted by VICLA on 28 feb 2019

Se esiste una macchina versatile in officina, è proprio la pressa piegatrice.

Si presenta in centinaia di varianti e capacità prestazionali, pur mantenendo un'architettura assolutamente riconoscibile.

Potrebbe sembrare una macchina semplice, composta relativamente da pochi pezzi e che consente una lavorazione tutto sommato banale.

Niente di più sbagliato!

Una buona pressa piegatrice nelle mani di un grande piegatore può permettere di realizzare delle vere e proprie opere d'arte.

Nelle mani di un inesperto, invece, rischia di diventare l'innesco di grandi problemi.

Tuttavia, va aggiunto che non è la sola esperienza che mette al riparo dagli errori.

Spesso le cattive abitudini, la non consapevolezza o la sottovalutazione dei rischi, anche da parte di operatori esperti, possono causare danni di vario tipo.

Nella pratica, ecco i cinque errori da non fare con la tua pressa piegatrice:

 

1) Trascurare la pulizia.

Quella che viene da molti percepita come una mera perdita di tempo, è in realtà una delle operazioni primarie da mettere in atto come procedura di prassi.

Una macchina pulita è anche una macchina controllata, perché in ogni punto possono comparire eventuali danneggiamenti o piccole perdite d'olio.

 

2) Non eseguire la manutenzione.

Un operatore non deve essere solo in grado di piegare, ma anche di prendersi cura della propria macchina negli aspetti che gli competono.

Credo che in nessuna azienda si pretenda che un piegatore sappia smontare e rimontare una pressa piegatrice.

Però, tutto ciò che riguarda la normale lubrificazione, la pulizia adeguata degli organi in movimento e la segnalazione di eventuali anomalie anche di piccola entità, possono essere responsabilità del lavoratore.

 

3) Tentare di eludere i sistemi di sicurezza.

Argomento piuttosto scottante, anche perché solitamente chi viola le minime regole di sicurezza si sente in diritto di farlo con le giustificazioni più svariate.

In realtà, i sistemi di sicurezza odierni come, ad esempio, le ormai diffusissime fotocellule multi-raggio, sono da considerarsi del tutto maturi.

Non esistono più scuse: con i sistemi ancorati alla traversa della macchina non esiste più alcuna difficoltà nelle lavorazioni, a meno che la loro taratura non sia imperfetta.

C'è da aggiungere anche che, ad oggi, i sistemi moderni sono di difficile elusione.

Se si dovesse necessariamente alzare una fotocellula, a causa di qualche pezzo dalla forma complessa e irrealizzabile in altro modo, si deve essere consapevoli che la velocità massima di lavoro non sarà oltre i 10mm/s per legge.

 

4) Concentrare le forze in aree ridotte.

Uno degli errori di valutazione più diffusi è quello che avviene quando si confonde la forza totale necessaria a piegare un determinato pezzo con le tonnellate al metro per quello spessore, materiale e matrice.

Se, ad esempio, si dovesse piegare una staffa da 15mm di Acciaio inossidabile, larga 100 mm disponendo di una matrice con V= 100mm, la forza necessaria totale sarebbe di circa 26 tonnellate.

Tuttavia uno sforzo simile concentrato su una piccola area, anche se la macchina ha una portata ben superiore, può non solo rovinare gli utensili, ma addirittura deformare la struttura della macchina.

Questo perchè la forza da valutare per effettuare una lavorazione o per verificare se è fattibile deve essere espressa esclusivamente in Ton/m!

 

5) Utilizzare la macchina in modo improprio.

Sembrerà banale ai più, ma la pressa piegatrice è fatta per piegare.

Oltre ai problemi già citati, che possono sorgere quando si sottostima il tonnellaggio al metro, ci sono quelli che scaturiscono quando gli operatori utilizzano la pressa piegatrice in modo improprio.

Ad esempio, l'utilizzo del banco come se fosse un'incudine per sistemare dei pezzi errati, lavorazioni diverse dalla piegatura che comportano sforzi eccessivi, come raddrizzature, imbutiture con stampi fatti in casa, etc.

Possono sorgere dei problemi anche quando si utilizzano selvaggiamente le matrici in uretano, pretendendo di compiere una piega da 90° in un colpo solo, sollecitando pericolosamente le valvole proporzionali in risalita e usurando gli utensili in breve tempo.

A questi potremmo aggiungere molti altri comportamenti sbagliati che, oltre a danneggiare la macchina, fanno rischiare infortuni anche gravi agli operatori.

 

Quindi, le presse piegatrici sono tra le macchine utensili che consentono maggiore possibilità di interpretazione nelle lavorazioni, regalando libero spazio alla fantasia.

È compito degli operatori rispettarle e prendersene cura al fine di allungarne la vita e l'efficienza.

 

Come scegliere la pressa piegatrice

Topics: Pressa piegatrice